Lunedì 11 Dicembre 2011 alla Provicincia di Chieti si è tenuto l'incontro per la realizzazione del progetto IMEFF.
All' incontro erano presenti l'Amabasciatore Sergio Piazzi, il Presidente della Provincia Enrico di Giuseppantonio, gli Assessori provinciali Remo Di Martino (Turismo) , Gianfranca Mancini (Politiche Sociali) e la società di consulenza promotrice del progetto Cse- Crescendo di Milano.
La riunione si èpresentata come momento per definire le linee essenziali di un'iniziativa che si propone d'incrementare le risorse dell' territorio d'Abruzzo aprendosi ancheverso i territori del Mediterraneo.
L’idea del Salone èstata presentata al Parlamento del Mediterraneo che ne ha approvato il progetto di massima nella sessione di lancio del “Panel for ExternalTrade and Investments in the Mediterranean” che si è tenuta a Lisbona il 27-28 maggio 2010.
Il Salone potrà dare origine a mille altre iniziative di sviluppo. Una di queste potrebbe essere il marchio del gusto del Mediterraneo e potrebbe essere patrocinato dal Parlamento del Mediterraneo
Questa nuova strategia promozionale si può concretizzare in un Progetto che abbiamo denominato “Salone internazionale del gusto Mediterraneo”. IMEFF che è l’acronimo dell’inglese: International Mediterranean Expo of Food and Flavor.
Esso non intende essere solo una ulteriore tra le numerose esposizioni commerciali, un’olografia locale delle nostre comuni e antiche civiltà.
In allegato il documento di sintesi del progetto presentato.
CSE-CRESCENDO
competenze specifiche d'eccellenza
Progetto IMEFF
(International Exhibition of Mediterranean Food and Flavours)
La descrizione del Progetto
di
Francesco Zanotti
Il Mediterraneo: una comunità cooperante
Dalla notte dei tempi,intorno al mar Mediterraneo si è sviluppata un’intera ecologia di civiltà che condividono una ecologia naturale particolarmente favorevole allo sviluppo integrale dell’uomo.
Intendiamo dire che ogni territorio ha sviluppato una propria civiltà, fatta di arti, scienze, città, strade, istituzioni etc. E tutte queste civiltà non sono monadi separate, piuttosto hanno evidentie profonde radici comuni. Alcuni pensano che questa unità profonda sia ancora più vasta e lontana. In mille luoghi di una territorio che dalla Bretagna si allunga fino all’India, esistono segni di una stessa civiltà: Gilania, la civiltà della Dea madre terra.
Ma fermiamoci, per il momento alle rive del Mediterraneo. Ognuna delle civiltà che sono nate e prosperate lungo le sponde del mare Nostrum è un ologramma di una storia comune, una specifica, originale e sorprendente interpretazione di questa storia di tutti i popoli che hanno vissuto e vivono sulle rive del “Mare nostrum”.
Purtroppo questa storia sembra dimenticata, quasi tradita. Le diverse civiltà stanno scegliendo di considerarsi monadi le une alle altre e, quindi, si ritrovano a considerare il conflitto come unica strategia di sopravvivenza sofferente. Non certo di sviluppo.
Il conflitto è economico, perché prevale la strategia della contrapposizione, della mutua esclusione, della competizione. Il conflitto sta diventando complessivo, degenerando in una paradossale guerra di civiltà . Da una contrapposizione conflittuale generalizzata può nascere solo una sconfitta complessiva e non certo uno sviluppo, sia pure egoistico di qualche parte a spese delle altre.
Per evitare una epocale sconfitta complessiva, di tutti nella guerra contro tutti, è necessario costruire strategie cooperative comuni che traggano ispirazione, che permettano di riscoprire e valorizzare questa unità profonda di natura e di civiltà. Esse, sole, potranno costruire una nuova stagione di sviluppo solidalein tutte le dimensioni della società: economica, sociale, politica, istituzionale e culturale. Ed eliminare i conflitti latenti ed in atto e prevenire l’insorgere di conflitti futuri.
Come fare? Abbiamo sviluppato una proposta.
La magia del cibo
Perché concentrarsi sul cibo e, più, in generale sulle ricchezze dei territori? Perché esso è una delle manifestazioni più “umane” della cultura di una comunità, di una civiltà. Perché esiste la consapevolezza che tutto il comparto agro alimentare sia un’ “industria” chiave per lo sviluppo economico dei popoli che si affacciano sul Mediterraneo. Tra le altre cose, lo dimostra il fatto che le esposizioni enogastronomiche sono molto comuni in Europa e in molti altri luoghi.
Perché è, forse, l’ambito nel quale questa unità profonda che si manifesta in diversità sinergiche è più evidente.
L’ulivo e l’olio d’oliva sono la metafora più adatta a descrivere questa complessità sinergica ed unica. Infatti, l’ulivo viene coltivano praticamente solo nel bacino del Mediterraneo. Gli oli che si ricavano sono diversi da località e località, offrendo ognuno una specificità unica di sapori e profumi. L’ulivo, una pianta di tutti che tutti vivono diversamente. Si conosce a fondo l’ulivo solo se si sperimentano tutte le sue diversità locali. Ognuna scatena il desiderio dell’altra.
Una magia che viene distrutta dalla competizione
Oggi, però, accade, però, che i diversi cibi dei diversi popoli del Mediterraneo, pur molto apprezzate ovunque, rischino di perdere la loro originalità profonda e il significato che le loro storie possono raccontare a noi ed al mondo.
Infatti, siamo oggi portati a guardare troppo “in piccolo”: alle nostre piccole realtà localie non all’intero Mar Mediterraneo ed alla sua storia. Questo ci costringe a considerare solo le caratteristiche funzionali delle nostre cucine, dei nostri cibi e del nostro territorio. Al massimo ci aggiungiamo folclore.
Questa visione “partigiana”ci porta a praticare tutti un’unica strategia promozionale disponibile: la comunicazione competitiva che distrugge il senso profondo della civiltà di cui sono emanazione, la spezzetta in briciole che, prive della loro storia comune, possono solo raccontarne eccellenze organolettiche o folcloristiche.
IMEFF: Una comunità cooperante che costruisce sviluppo
Per sfruttare appieno le potenzialità della risorsa cibo è necessario immaginare una nuova strategia promozionale, cooperativa, invece che competitiva, per diffondere i sapori e i colori del Mediterraneo, insieme a quella ecologia di civiltà che è andata emergendo nei secoli lungo le rive di questo mare e che ne costituisce il senso più profondo.
Questa nuova strategia promozionale si può concretizzare in un Progetto che abbiamo denominato “Salone internazionale del gusto Mediterraneo”. IMEFF che è l’acronimo dell’inglese: International Mediterranean Expo of Food and Flavor.
Esso non intende essere solo una ulteriore tra le numerose esposizioni commerciali, appiattite sulla bontà dei prodotti esposti e sul loro prezzo, ma un momento di sintesi culturale in cui ogni territorio racconta il suo patrimonio enogastronomico come un’olografia locale delle nostre comuni e antiche civiltà.
IMEFF in concreto
Il Salone è pensato per essere una iniziativa senza soluzione di continuità.
La Prima Edizione avrà l’obiettivo di comunicare l’idea principale del Salone: cucina, cibo e territori sono manifestazioni diverse di un’unica storia che viene dai tempi antichi. La cucina, il cibo e i territori raccontano un’ecologia di stili di vita che possono essere sperimentati uno dopo l’altro in un tour senza fine attraverso territori caratterizzati da una storia e da un mare comune.
Da un punto di vista “logistico”, il Salone sarà strutturato in tre padiglioni ideali principali.
Il primo sarà dedicato a descrivere l’idea fondamentale del Salone: un messaggio di unità nella diversità che dovrà essere rinnovato ad ogni edizione, ma che rimarrà come costante richiamo a quella unità cooperativa alla quale la nostra comune storia ci richiama.
Nel secondo padiglione saranno descritte le cucine, i cibi e il territorio di Malta, dove si terrà la prima edizione.
Il terzo sarà dedicato a rappresentare gli altri territori del Mediterraneo che condivideranno il progetto.
A questa prima edizione ne dovranno seguire altre con un programma che potrebbe svilupparsi “circolarmente”.
Le edizioni seguenti si terranno con scadenza annuale a rotazione in diversi territorie con un format comune: vi saranno sempre tre Padiglioni. Il primo sarà continuamente aggiornato, ma sarà sempre dedicato a descrivere l’idea fondamentale del Salone. Il secondo sarà dedicato al territorio organizzatore. Il terzo agli altri territori.
Se riusciremo ad organizzare la prima edizione a Malta nel 2010, potranno seguire, nel 2011, 2012, 2013 e 2014, altre quattro edizioni in altrettanti luoghi diversi del Mare Nostrum. E si potrà ripartire da Malta nel 2015, proprio l’anno in cui si terrà l’Expo 2015 a Milano, il cui tema è “nutrire il pianeta” .
L’idea del Salone èstata presentata al Parlamento del Mediterraneo che ne ha approvato il progetto di massima nella sessione di lancio del “Panel for ExternalTrade and Investments in the Mediterranean” che si è tenuta a Lisbona il 27-28 maggio 2010.
Il Salone potrà dare origine a mille altre iniziative di sviluppo. Una di queste potrebbe essere il marchio del gusto del Mediterraneo e potrebbe essere patrocinato dal Parlamento del Mediterraneo
IMEFF: stakeholders design strategy
La preparazione (sia la progettazione generale che la progettazione di ogni edizione) dovrà essere sociale, partecipata. L’Ente organizzatore guiderà un processo di progettazione e programmazione sociale dell’IMEFF utilizzando nuove metodologie di “Stakeholder Engagement”. Ne manterrà inoltre la leadership per le edizioni successive che verranno fatte in altri paesi, sul modello dell’Expò e del BIE (http://www.bie-paris.org/)
In concreto si tratta di una modalità nuova di programmazione di un Evento che viene fatto emergere “dal basso” e non imposto dall’alto, unica condizione per realizzare una vera, completa e profonda partecipazione.
IMEFF: risultati attesi
Il Salone avrà, innanzitutto, un grande impatto nello sviluppo sia del comparto turistico che del comparto agro alimentare.
Nel comparto del turismo genererà una vera rivoluzione. Infatti, cambierà il concetto stesso di “vacanza”: dalla attuale vacanza come “fuga” dalla dura realtà del lavoro a momento di sperimentazione di nuovi stili di vita e scoperta delle mille civiltà che hanno costruito il senso del nostro presente. Fino a diventare esperienza concreta di una nuova convivenza possibile, nella quale lo sviluppo di ognuno dipende strettamente dallo sviluppo degli altri.
Operando questo “shift” di significato verranno cambiate le regole della competizione. Le diverse comunità del Mediterraneo proporranno al mondo non uniche proposte isolate, ma un’ecologia di esperienze di vita sinergiche: quando qualcuno sperimenta una di queste, non può non sperimentare gli altri diversi stili di vita collegati. Una proposta unitaria, insomma, che non spezzetta più, artificialmente, una unità di profonda di storia e di mare.
Questa iniziativa certamente può andare molto oltre il costruire sviluppo economico.
Il Salone Internazionale del gusto Mediterraneo può diventare il primo esperimento di uno sviluppo economico costruito non sulla competizione, ma fondato su un’ampia cooperazione non solo tra operatori economici, ma coinvolgendo tutta la società. Si ritiene che questo tipo di sviluppo, fatto di cooperazione e coinvolgimento, possa essere un’esemplare pietra miliare che sarà in grado di suggerire nuove dinamiche di sviluppo in tutte le dimensioni della società.
Se ci permette un paragone, il salone potrebbe svolgere nel 21° secolo quella funzione di “prima fase di dialogo” tra Paesi in conflitto, come lo era stati il pingpong ne XX secolo.